Alessandro Arena, membro SLPcf e AMP
“L’amore consiste nel dare ciò che non si ha“[1]
“Io ti chiedo di rifiutarmi quello che ti offro perché non è questo“[2]
Il primo vuol dire che io dò il posto dell’oggetto di cui voglio godere, cioè del partner del godimento sessuale, a te che non vuoi essere un oggetto.
Il secondo vuol dire che io, di conseguenza, ti domando di rifiutare la mia offerta, perché non è ciò che desidero, in quanto desidero un rapporto d’amore nel quale incontrarti come essere.
Nel primo caso ottengo l’illusione di un’armonia, l’illusione di “fare uno”, al prezzo, però, del mancare l’incontro con l’altro. Ciò che si completa è solo il mio fantasma.
Nel secondo caso ciò che manco è proprio l’incontro con me stesso, nella misura in cui ciò che incontro è, invece, l’alterità radicale dell’altro. Il rapporto tra un essere l’altro è l’esperienza di una disarmonia.
Nel primo caso il risultato di una rottura del legame amoroso può essere l’odio verso l’altro, in quanto l’altro, il partner, è percepito come chi sottrae al soggetto l’oggetto che lo completa, lasciandolo all’esperienza della disarmonia e della solitudine.
Nel secondo caso il risultato di una rottura del legame amoroso può essere un certo odio verso l’altro a causa dell’incapacità del soggetto di tollerare la sua propria disarmonia e la sua propria solitudine strutturale: questo è un odio che può essere diretto contro se stessi.
[1] Lacan, J., Il Seminario – Libro VIII Il transfert, pag. 39, Einaudi, Torino, 2008
[2] Lacan, J., Il Seminario – Libro XIX …o peggio, pag. 87, Einaudi, Torino, 2020