Manuela Simone, membro SLPcf e AMP

L’antica tecnica artistica giapponese del kintsugi mostra come vasellame rotto venga ricomposto intorno al suo vuoto centrale tramite una resina ricavata dall’albero giapponese di urushi. Le giunture vengono poi cosparse di polvere d’oro, d’argento o di platino, con l’effetto di evidenziare le fratture ed impreziosire le linee di rottura.

Seguendo le orme dell’arte kintsugi e in loro analogia, i fenomeni amorosi si costruiscono intorno al vuoto che abita ogni soggetto e le cui rotture con l’Altro sono strutturali e producono nuovi e contingenti tentativi di attaccamento e ricostruzione. In particolare, l’amore è una passione che si struttura in base alle intersezioni e alle rotture dei tre registri R.S.I. Il loro annodamento ogni volta si manifesta in un effetto singolare e la sua scomposizione permette di rivelare le caratteristiche costitutive del legame amoroso.

Dal punto di vista immaginario l’amore è caratterizzato dall’identificazione narcisistica, di cui il paradigma è il colpo di fulmine, quando il soggetto si specchia nell’altro come proprio simile, immagine ideale di stesso, abbagliato dall’immagine e in un cortocircuito dell’oggetto a, sguardo o voce. In questo caso il soggetto proietta sull’asse simmetrico dell’altro le illusioni di fusione in una relazione romantica perfetta e completa. Come accade nelle favole, si crede che due facciano uno e l’happy end inevitabile è che vissero felici e contenti. Per sempre. In un sogno perpetuo ad occhi aperti sotto la risonanza dell’immagine totalizzante.

L’amore nella dimensione simbolica include necessariamente l’Altro, articolandosi come domanda insaziabile, a partire dalla propria mancanza. Amare è dare ciò che non si ha, dice Lacan. In questa connessione del soggetto con il vuoto della propria mancanza, l’amore viene mediato dall’ordine simbolico e si esprime come domanda di dire, attraverso il linguaggio e la parola. Ma la domanda è sempre segnata dalla mancanza strutturale del soggetto, poiché l’oggetto d’amore non coincide mai con la mancanza, che resta insoddisfatta e costantemente attiva: ancora, ancora…

Nel registro reale l’amore sfugge all’immaginario e al simbolico ed è segnato da un’impossibilità fondamentale come limite dell’esperienza amorosa, in quanto è connesso al godimento pulsionale, che è al di là del principio di piacere. É l’impossibile da sopportare che tocca il livello del corpo, della carne, cioè la materialità del corpo parlante, in cui il godimento è fuori senso, cioè fuori dalla presa dell’immagine e del simbolo. L’amore nel reale è una rottura che eccede ogni significazione ed esplode quando l’anello reale si slaccia dal simbolico e precipita il soggetto nella devastazione.

La passione dell’amore, in qualsiasi modo si realizza, si articola sempre tra i tre registri R.S.I. ed è ogni volta l’effetto delle loro infinite possibili connessioni e sconnessioni, intrecci, sovrapposizioni, intersezioni, ricomposizioni, slegamenti e rotture.