Annalisa Piergallini, membro SLPcf e AMP

Nell’innamoramento sono in gioco tre elementi: l’ideale dell’io, le stelle degli altri, l’io ideale, le stelle nostre, e l’oggetto a. Faccio un esempio tratto dal romanzo di Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, che racconta il Breaking Bad[1] del protagonista. La storia la conosciamo, ma siccome non è detto che sia così, non vi spoilero quasi niente. Dico solo che Dorian è bellissimo, giovane, dovunque va, gira tutto intorno a lui, mano a mano si vota al male, prima al godimento più sfrenato, orge e poi violenze e peggio.

Dorian s’innamora, prima della sua discesa agli inferi, di una ragazza molto bella che si chiama Cybil ed è un’attrice bravissima, un’artista meravigliosa. Dorian decide di portare i suoi amici, ricchi, nobili e snob, come lui, al teatro scalcinato dove recita lei. Venite a vedere com’è meravigliosa, la mia amata!  Ma lei recita veramente in modo orribile. Lui ci rimane malissimo, va in camerino arrabbiato nero. Ma che figura mi hai fatto fare? Io porto tutti gli amici a vederti e tu reciti malissimo? Lei gli dice: ma io ti amo, da quando amo te, non mi interessa più niente dell’arte, della recitazione. Io amo solo te, l’amore per te è talmente forte che non contano più niente l’arte, il teatro. Che senso ha recitare bene, quando ho conosciuto che cosa significa amare te? E lui… la lascia. La scena è tremenda, perché lui è cattivissimo in camerino, gliene dice di tutti i colori, però si sente che pure lui soffre. Lui soffre perché non la ama più. Già lì, nel camerino, da quel momento, non la ama più. Perché non la ama più? Apparentemente perché lei ha recitato male. Se l’innamoramento è un’interazione tra l’ideale dell’io, l’io ideale e l’oggetto a[2], ci devono essere tutti gli elementi, quindi non deve essere solo un amore passionale, non posso stare lontano da lei, ma è anche perché lei è una brava attrice, non è solo bella e sensuale. Non essendo lei più una grande artista, per Dorian non funziona più, gli crolla l’ideale, perché lei si è messa troppo nella posizione di oggetto. Ha risposto solo all’amore come oggetto a.

Cybil ha amato il prossimo suo più di se stessa. Il comandamento dice: ama il prossimo tuo come te stesso, no di più. Invece lei: ah esisti solo tu, a quel paese l’arte. L’unica cosa che sapeva fare è l’attrice e ci ha rinunciato per amore di Dorian. Pure lei ha fatto un errore, anche Cybil ha contribuito alla perdizione di Dorian. E poi lei tutto sommato sta interrogando Dorian, il suo amore, cioè: tu mi ami per me, o ami in me l’attrice? Lui non continua ad amarla, quando gli crolla l’ideale. Il comandamento dice: ama il prossimo tuo come te stesso, questo significa anche non andare a interrogare, dice Lacan, quella a che sta nell’altro[3].

C’è una frase molto bella di Lacan: “a proposito di chiunque potete fare l’esperienza di sapere fin dove oserete andare interrogando un essere, con il rischio per voi stessi di scomparire.”[4] Spesso le donne, ma non solo, domandano: ma quanto mi ami? Mi ami perché sono bella o mi ami perché sono intelligente? Ma se fossi brutta mi ameresti lo stesso? Me lo dici con le parole precise? Mi spieghi il tuo amore? Che sono io per te? Allora io che sto chiedendo sono in una trappola, voglio che mi si dica qualcosa sul mio oggetto a, ma l’altro non potrà parlare che del suo e spesso non può dirne niente poiché non ne sa niente.

[1] Serie cult americana di Gilligan, è un detto della Virginia, che significa scatenare l’inferno, infrangere la legge. Break bad nel linguaggio colloquiale significa “svolta verso una vita criminale.”

[2] Vedi J. Lacan, Il seminario VIII. Il transfert (1960-61), Einaudi, Torino, 2008.

[3] Ibidem.

[4] Ivi, ultima pagina.