Annalisa Piergallini, membro SLPcf e AMP
Lauryn Hill è autrice e interprete di un ellepì, The Miseducation of Lauryn Hill, che è considerato un capolavoro assoluto, ha venduto 20 milioni di copie e ha vinto una serie interminabile di premi. È stata la prima donna, certo una delle prime, a sdoganare il rap al femminile ed è un mito per tanti musicisti. Dea dell’hip hop, ma anche capace di trascenderlo, confonderlo con il reggae, il soul, la disco, l’R&B, il gospel… Lauryn ha 23 anni, nel 1998, quando esce questo suo primo album da solista, è bellissima, sicura di sé, e gode di un fascino e di una fama planetari, che durano tutt’ora.
Quando ha scritto quelle canzoni era incinta del primo dei suoi sei figli. L’album parla anche di lui e contrariamente a quello che accade spesso, per lei la gravidanza, almeno la prima, è stata foriera d’ispirazione: “ero motivata a trovare stabilità”[1].
Io l’ho amata follemente e la amo ancora, ma come leggo, non sono l’unica ad avercela, un po’ con lei[2] perché Miseducation è stato il primo ma anche l’ultimo album dell’artista, da solista; anche se ora dichiara che il suo prossimo lavoro uscirà presto[3].
Lauryn ha dichiarato di avere scelto di non scrivere, quasi più, musica perché non amava l’ambiente dello show-business. Non si è sentita sostenuta dalla casa discografica, ma pressata dopo il suo trionfo d’esordio.[4] “Ci sono poche cose migliori della libertà. Se essere una superstar significa vivere da repressa, con gente che lavora con te o investe in te solo per manipolarti e controllarti, allora non capisco come sia possibile scrivere musica importante senza che ne venga fuori qualcosa di tragico. Non mi interessa.”[5]
Quando l’ascoltai la prima volta, nei testi, quello che mi colpiva era la maturità con cui parlava di un amore finito, quello con Wyclef Jean, che era contemporaneamente fidanzato con un’altra ed ex compagno del gruppo Fugees, con cui Lauryn era diventata famosa, grazie soprattutto al brano che si chiama, guarda caso: Killing me softly. Mentre ancora era invischiata con questo amore/dolore, Lauryn aveva iniziato una storia con Rohan Marley, figlio di Bob, che lei ammirava, insieme ad Aretha Franklin.
La prima canzone, Lost Ones, è un attacco al suo ex. Il brano successivo, Ex Factor, è una delle più iconiche canzoni sull’amore tormentato. Oppure When It Hurts So Bad, in cui dimostra di sapere come più si gode, più si soffre: “I chose the road of passion and pain”.
Poi c’è Doo Wop (That Thing), in cui esorta a guardare oltre: “Girls, you know you’d better watch out / Some guys, some guys are only about / That thing, that thing, that thing”.
Forse non è stata solo la sacrosanta protesta alla spietata e mortifera logica del mercato musicale a portarcela via, forse non ha sentito più la necessità di creare, almeno non così impellente, come quando si sceglie di rinunciare all’amore/odio, quello che fa godere più di ogni altro. Quel momento in cui, per dirgli addio, qualcuno deve metterlo nero su bianco, parole e note, scrittura di quello che non si può dire, ma si può cantare. Quel momento così pieno di possibilità, in cui per esempio alcuni decidono di intraprendere un’analisi. Non posso fare a meno di sognare per Lauryn un destino diverso, uno in cui avrebbe potuto continuare a scrivere; ma forse questo riguarda solo noi, che ne avremmo voluto ancora e ancora, della sua arte. Per lei, come dichiara nelle interviste, la cosa più importante, è la guarigione.
[*] When It Hurts So Bad, brano di Lauryn Hill, contenuto in The Miseducation of Lauryn Hill, 1998, Ruffhouse Records
[1] https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/lauryn-hill-cantavo-di-razzismo-sistemico-e-mi-davano-della-pazza/546372/
[2] https://medium.com/@monberl/e-ora-di-infischiarsene-di-lauryn-hill-fee512634f73. “Alcuni hanno dato la colpa della spirale discendente della carriera di Lauryn Hill alla sua vita sentimentale e familiare: ha sei figli, cinque dei quali con il partner di lunga data Rohan Marley (figlio di Bob). Certo, non è raro che le priorità di una persona cambino quando mette su famiglia, ma non credo sia questo il caso di Lauryn. Dopotutto, avere un figlio è stata l’ispirazione per una delle sue più grandi canzoni, To Zion”
[3] https://thesource.com/2024/05/16/lauryn-hill-reveals-second-album-will-be-done-soon/
[4] https://www.youtube.com/watch?v=-Rm-06Xy-68
[5] https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/lauryn-hill-cantavo-di-razzismo-sistemico-e-mi-davano-della-pazza/546372/