Pasquale Indulgenza, Membro SLPcf e AMP

“Era già tutto previsto…” Le note della canzone accompagnano l’ultimo film di Paolo Sorrentino, Parthenope. La canzone parla di una donna che dice di amare un uomo e poi sceglie un altro, Leitmotiv delle canzonette… ma anche dell’amore freudiano[1]. Chi canta è l’uomo che, svelato l’inganno, ora soffre. Tuttavia tra la canzone e le scene che si svolgono sulle sue note qualcosa non torna: uno dei due uomini è il fratello di Parthenope. É un antagonista inusuale. Il suo soffio, di notte, percorre il corpo della sorella che ne gode. Quando la sorella decide di concedersi al ragazzo che da sempre la ama, il fratello, che assiste, si uccide.

Parthenope avrà altri uomini ma nessuna relazione amorosa durerà, segnata da una rottura intrattabile sotto la quale se ne nasconde un’altra, più sfuggente: sembra che nessun uomo possa offrirle quello che le manca, a lei che ha conosciuto un godimento non marchiato dal fallo – il soffio erotico del fratello –. Dietro il fantasma della Dirne freudiana, la donnaccia, si opera dunque un disvelamento di ben altro tenore: ciò che sembra tenere la relazione, il regime fallico, è ciò che ne può segnare la rottura, talvolta senza remissione. E allora si può restare lì dove ci si trova o, come Parthenope, non tornare mai più.

[1] J. A. Miller, Logiche della vita amorosa, Astrolabio Ubaldini, Roma 1997, pp.26-27.